FISICA - MECCANICA DEI FLUIDI

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Piezometro di Oersted con accessori
codice fmef008
numeri inventario M28 - 034972 - 034962
collocazione
Armadio V
data di acquisizione 1879
dimensioni(mm)
670×145
peso(kg) 4,5 (con accessori)
materiali Ottone - Vetro - Acciaio
ditta costruttrice

stato di conservazione Buono
NOTE:


L'apparecchio veniva utilizzato per misurare la compressibilità di liqidi e, forse, gas. Un liquido, sottoposto a pressione, diminuisce il suo volume in ragione della pressione stessa e del volume iniziale, secondo una legge di proporzionalità, con un coefficiente, detto "di compressibilità" caratteristico del liquido. (Per pressioni non troppo elevate il liquido è perfettamente elastico). Il piezometro ideato da Hans Christian Oested nel 1822, si compone di un cilindro di vetro molto spesso, contenente il liquido pezometrico (in genere acqua) e di un serbatoio di vetro sottile, di volume noto, dotato di un tubo capillare. Il vaso di vetro cilindrico è fissato ad una pesante base di ottone ed è chiuso in alto da un coperchio di ottone a vite, a sua volta collegato, tramite un rubinetto a due vie, con una pompa a mano e con un imbuto di vetro.
Il serbatotio viene riempito con il liquido da studiare e collocato, con il capillare rivolto in basso in un apposito cestello, in modo che peschi nel mercurio presente in un bichierino alla base del cestello stesso. Nello stesso cestello è collocato un robusto tubo di vetro, chiuso ad una estremità e con l'altra immersa nel mercurio, che fungerà da manometro ad aria. Il cestello viene quindi introdotto nel vaso riempito con il liquido piezometrico, la bocca chiusa ed il riempimento completato tramite l'imbuto. Per mezzo della pompa si esercita ora una pressione che viene comunicata al liquido piezometrico e, tramite l'apertura del tubo capillare al liquido da studiare. Si potrà così mettere in relazione la diminuzione di volume del liquido, dedotta dalla risalita nel capillare del mercurio, con la pressione esercitata, ricavata dalla misura dell'altezza del mercurio nel tubo barometrico. Queste due misure sono facilitate da una scala incisa su una lastrina di ottone solidale col cestello. Con questa disposizione sperimentale vengono rese trascurabili le deformazioni del serbatotio del liquido che è soggetto alla stessa pressione sia all'interno che all'esterno. In dotazione vi è anche un secondo cestello che può alloggiare quattro tubi manometrici, presumbilmente per misurare la compressibilità di gas diversi.

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