FISICA - ELETTROSTATICA

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Macchina elettrostatica di Wimshurst
codice fels197
numeri inventario E7
collocazione
Armadio XIV
data di acquisizione 1878
dimensioni(mm)
240x134x280(alt.), 210(diam. dischi)
peso(kg) 2,2
materiali Ghisa, ebanite, conduttori metallici, sughero. stagnola
ditta costruttrice

stato di conservazione discreto
NOTE:


La macchina di Wimshurst è forse il più classico dei generatori elettrici ad induzione. Due dischi isolanti, di uguale diametro, sono affacciati a breve distanza e vengono messi in rotazione da un volano com manovella e cinghie, in senso l'uno opposto all'altro. Ciascun disco porta sulla superficie rivolta all'esterno una serie di settori metallici disposti radialmente e reciprocamente isolati. Sull'asse di rotazione, ma isolate da esso, sono imperniate due barre di "neutralizzazione", conduttrici, dotate alle estremità di due spazzoline metalliche che strisciano sui settori. Ai due lati dei dischi due elettrodi dotati di spazzoline raccolgono la carica elettrica dai settori contrapposti e la depositano sull'armatura centrale di due bottiglie di Leyda, le cui armature esterne sono collegate attraverso la base metallica. Alle armature centrali delle bottiglie di leyda sono pure collegate due astine metalliche, dotate di due sferette (spinterometro) la cui distanza può essere modificata per mezzo di pomelli isolanti.
Durante la rotazione contrapposta dei dischi, ciascuna metà del disco si carica secondo una polarità, l'altra si carica di carica opposta. I confini delle zone cariche corrispondono con i punti di contatto delle barre. Nella parte superiore e in quella inferiore dei dischi le cariche, depositate sui settori, sono sempre di segno opposto, mentre ai lati sono di segno uguale. I settori che vengono messi in contatto dalle barre si trovano così affacciati a settori, sull'altro disco, di carica opposta e si caricano anch'essi, per induzione, di opposta polarità, La carica vi permane quando, a causa della rotazione, il contatto elettrico viene meno. La rotazione porta poi i settori carichi ad indurre oposta elettrizzazione sui settori affiancati dell'altro disco, prima di depositare la loro carica sulle armature di due bottiglie di leyda. Quando la carica è sufficiente, in rapporto alla distanza delle sfere dello spinterometro, scocca una scintilla che può raggiungere una lunghezza di circa 1/3 del diametro del disco. La carica iniziale di eccitazione di questa macchina è dovuta alle inevitabili piccole cariche che spontaneamente si creano sui settori conduttori e vengono poi amplificate dal gioco di reciproca induzione fra i settori affacciati.

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