| L'apparecchio è costituito da un distributore di corrente alternata monofase, bifase o trifase che alimenta un modelo di motore a corrente alternata. Il distributore è realizzato con una resistenza a filo, avvolta a spirale e chiusa su sè stessa a formare un toro. Due contatti, solidali ed opposti, ruotano per mezzo di una manovella e adducono la corrente continua prodotta da un generatore (accumulatore, pila Grenet) alla resistenza toroidale. In alcuni punti della spirale resistiva vengono prelevate delle differenze di potenziale che assumono un andamento cuspidale di frequenza "n", se n è il numero di giri al secondo della manovella. Le tensioni variabili vengono poi trasportate al modello di motore e le correnti che si producono inducono dei campi magnetici rotanti che provocano il trascinamento degli indotti. In dotazione sono forniti vari modelli intercambiabili di induttore con avvolgimenti a 4 e a 6 sezioni e indotti di vario tipo (ago magnetico, disco di ferro, rotore a gabbia di scoiattolo) che vengono appogiati su un ago al centro dell'induttore. |
| L'apparecchio dava modo di generare delle correnti polifase e di verificarne l'utilità nella costruzione di efficienti motori, applicando la teoria del campo magnetico rotante, formulata da Galileo Ferraris e di seguito adottata per tutti i grossi motori industriali. Si tratta di un classico magnete a ferro di cavallo, provvisto di un gambo per l'inserimento su una macchina di rotazione. Un disco metallico, non magnetico, sospeso centralmente su una punta, entra in rotazione se avvicinato alle espansioni polari del magnete in rotazone. Questo effetto è dovuto all'interazione fra campo magnetico rotante e correnti indotte nel disco dallo stesso campo magnetico rotante. Una piccola ancoa, munita di gancio, consente altri usi del magnete. |
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