FISICA - ELETTROMAGNETISMO

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Elettrometro di Bohnenberger con pila Zamboni
codice feld026
numeri inventario E66F
collocazione
Armadio XVIII
data di acquisizione
dimensioni(mm)
275x145x180(alt.)
peso(kg) 1,5
materiali legno - vetro - ottone - dischetti di carta trattata (pila)
ditta costruttrice

stato di conservazione precario
NOTE: manca la parte di sostegno della foglia d'oro


Si tratta di un elettroscopio (eventualmente eletrometro se dotato di una scala graduata) che operava con un campo elettrico ausiliario, prodotto dalla pila a secco di Zamboni. In una custodia di vetro e legno è conservata una pila a secco ai cui poli sono collegati, tramite bracci regolabili, due piattini. Nello spazio fra i due piattini doveva trovarsi una sottile foglia d'oro, collegata ad un terminale metallico e sostenuta da un supporto isolante. Quando un corpo carico veniva posto a contatto con la foglia, questa si spostava deviando verso il piattino con carica opposta. La presenza di un intenso campo elettrico conferiva allo strumento una notevole sensibilità e la possibilità di determinare immediatamente la polarità della carica. La pila a secco è del tipo inventato dal veronese Zamboni ed è costituita da un gran numero (qualche migliaio) di dischetti di carta, argentata o stagnata da una parte. Sull'altra parte dei dischetti è fatta aderire una polvere di biossido di manganese. Ogni dischetto assorbe un po' di umidità dall'aria e si comporta come un elemento di pila voltaica. Dato l'elevato numero di elementi in serie, la pila era in grado di produrre differenze di potenziale dell'ordine di un centinaio di volt o più, pur con una debolissima corrente. Proverbiale era la durata di queste pile (anche più di 100 anni).

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