| La pila è costituita da 72 termocoppie cosituite da una lamina di ferro e da un blocchetto di una lega di zinco-bismuto. Le termocoppie sono disposte circolarmente, in 5 circonferenze sovrapposte, attorno ad un tubo in cui è collocato un bruciatore munito di tubo per l'immisione del gas e provvisto di valvola per la regolazione dell'aria. In prossimità delle giunzioni esterne, la lamina di ferro è sagomata in modo da fungere da aletta di raffreddamento. Le 72 termocoppie sono collegate in serie in due circuiti distinti, i cui estremi sono collegati a quattro morsetti elettrici. Tutto l'apparato è mantenuto in posizione da un robusto telaio di ferro a sua volta sostenuto da un elegante sostegno di legno. Ogni giro di elementi è isolato da quello adiacente per mezzo di guarnizioni di amianto ed i vari elementi sono isolati da quelli adiacenti da lamine di mica. |
| Questa termopila sfrutta l'effetto Seebeck (la nascita di una forza elettromotrice in un circuito con coppie di metalli diversi alternati, con le giunzioni a diversa temperatura). Probabilmente la pila veniva utilizzata per ottenere differenze di potenziale dell'ordine di qualche volt e significative correnti di cortocircuito, quando le giunzioni affacciate all'interno del tubo con bruciatore venivano portate ad una temperatura di alcune centinaia di gradi rispetto alle giunzioni esterne. Il vantaggio di un simile generatore elettrico era quello di produrre una corrente elettrica continua, per tutto il tempo per cui durava il riscaldamento, in un'epoca in cui le ancora inefficienti batterie chimiche soffrivano di problemi di polarizzazione ed esaurimento che ne limitavano la durata operativa. |
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